Clienti finali «nascosti»: regolarizzazione entro il 30 giugno 2018

Novità per i clienti del sistema elettrico cosiddetti “nascosti” in seguito alla pubblicazione della delibera ARERA N.276/2017/R/eel del 30 Aprile 2017 e avente come oggetto “Aggiornamento del testo integrato sistemi di produzione e consumo (SSPC) e del testo integrato sistemi di produzione chiusi (SDC) a seguito del decreto legge Milleproroghe 2016”.

Chi sono i clienti nascosti?

La Delibera ARERA di aggiornamento n.894/2017/R/EEL definisce cliente finale nascosto l’utente che non risulta connesso direttamente o indirettamente alla rete pubblica, né fa parte di sistemi chiusi (SDC) o di sistemi aperti di distribuzione e consumo (SSPC).

In base alla definizione di “unità di consumo” ciascun cliente finale che preleva energia elettrica – e che quindi costituisce un’unità di consumo – deve essere titolare di un punto di connessione (POD) e di un contratto di fornitura.

Un cliente “nascosto” è un utilizzatore finale – sia persona fisica che giuridica – che non rispetta tale condizione, ovvero che condivide il POD con un soggetto terzo, vale a dire con altri clienti finali.

I clienti ”nascosti” sono quindi soggetti che sono allacciati alla rete elettrica, ma non dispongono di un contatore di energia autonomo ufficiale cioè installato dal gestore.

Unità di consumo (UC)

secondo Allegato A del Testo integrato dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente per la regolazione dei Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (TISSPC).

è “un insieme di impianti per il consumo di energia elettrica connessi ad una rete pubblica, anche per il tramite di reti o linee private, tali che il prelievo complessivo di energia elettrica relativo al predetto insieme sia utilizzato per un singolo impiego o finalità produttiva. Ogni unità di consumo è connessa alla rete pubblica in un unico punto […]. Ad ogni unità di consumo deve essere associato un solo contratto di trasporto in prelievo”.

Essa, di norma, coincide con la singola unità immobiliare.
È possibile aggregare più unità immobiliari in un’unica unità di consumo nei seguenti casi:

– unità immobiliari nella piena disponibilità della medesima persona fisica o giuridica legate tra loro da vincolo di pertinenza (unità immobiliare principale e sue pertinenze) e che insistono sulla medesima particella catastale o su particelle contigue;

– unità immobiliari pertinenziali (solai, garage, cantine), anche nella disponibilità di diverse persone fisiche o giuridiche, facenti parte di un unico condominio. Il predetto insieme di unità immobiliari pertinenziali può a sua volta essere inglobato nell’unità di consumo relativa alle utenze condominiali;

– unità immobiliari nella piena disponibilità della medesima persona giuridica, eventualmente da quest’ultima messe a disposizione di soggetti terzi, localizzate su particelle catastali contigue, all’interno di un unico sito e utilizzate per attività produttive di beni e/o servizi destinate prevalentemente alla realizzazione, in quello stesso sito, di un unico prodotto finale e/o servizio.

Si verifica questa situazione soprattutto in alcune strutture edilizie quali alcuni diversi centri commerciali, edifici polifunzionali, aeroporti, residenze turistiche, qualche condominio e in tutti quegli edifici in cui esiste un solo contatore connesso alla linea di rete a servizio di una pluralità di utenti. In queste situazioni il titolare del contratto con la rete erogatrice di energia elettrica provvede alla ripartizione tra i singoli utenti con dei misuratori di consumo privati o con criterio di ripartizione diverso.

Secondo quanto indicato nella delibera i clienti finali vanno individuati in modo corretto, ad ogni unità di consumo deve corrispondere un unico cliente (ad eccezione di sistemi equivalenti ai sistemi efficienti di utenza SEESEU-ASEESEU-C, altri sistemi esistenti ASE  e altri sistemi di produzione ASAP).

Si chiarisce che non sono considerati clienti finali nascosti, quei soggetti che si collegano abusivamente alla rete, ad esempio tramite morsetti rubacorrente.

La norma si applica, ad esempio, nei casi di pluralità di capannoni o uffici di un medesimo proprietario in cui vengono svolte attività diversificate da soggetti diversi in cui quindi non è più possibile non dotare ciascun soggetto di contatore elettrico autonomo con collegamento alla rete pubblica. Lo stesso vale anche per i condomìni residenziali o misti: ogni unità immobiliare deve stipulare autonomo contratto di fornitura con il gestore dell’energia.

Esempi pratici:

  • Nel caso di un capannone industriale fornito di proprio punto di connessione (POD) in media tensione (MT) e con propria cabina di trasformazione di cui il proprietario ne affitti una parte ad un’altra impresa, la cui attività industriale è completamente svincolata dall’affittante. Qualora, essendo la fornitura di energia elettrica in MT sufficiente per entrambe le aziende, l’affittuario non richieda un nuovo POD al Distributore, ma si accontenti dell’energia elettrica ceduta dal locatore, il quale di fatto “maschera” la vendita di energia elettrica sotto forma di contratto di affitto di beni e servizi. Ciò premesso, nonostante il fatto che si tratti di unità immobiliari localizzate su particelle catastali contigue e di proprietà di un unico soggetto giuridico, viene meno il requisito di unicità del prodotto finale e del servizio; l’affittuario è pertanto un cliente finale nascosto e deve adeguarsi all’obbligo di autodichiarazione previsto dalla delibera N.276/2017/R/eel.
  • Nel caso di un condominio, vi sono tante unità di consumo quante sono le unità immobiliari che costituiscono il condominio stesso, più l’unità di consumo costituita dalle parti comuni. Se il garage dei condomini è connesso sotto le parti comuni, tale fattispecie non configura i condomini come clienti finali nascosti in quanto trattasi di unità immobiliari pertinenziali nella piena disponibilità di persone fisiche diverse ma facenti parte di un unico condominio. Nessun problema neanche per la villetta che ha il capanno degli attrezzi a poca distanza in una particella attigua, in quanto da considerarsi pertinenza di unità immobiliare su particella contigua appartenente ad una stessa persona fisica.

 

Regolarizzare la propria posizione-Obbligo di autodichiarazione

Per questa fattispecie di clienti è previsto un obbligo di autodichiarazione con il pagamento retroattivo di alcuni oneri di sistema, in assenza della quale è richiesta una pesante sanzione.

I clienti nascosti infatti non pagano correttamente i corrispettivi tariffari e relative imposte: in particolare non versano le componenti fisse e, in presenza di produttori collegati a più clienti finali nascosti neanche le componenti variabili (in alcuni casi, il cliente finale nascosto versa le componenti tariffarie al produttore titolare del punto di fornitura, che le tiene per se). Gli oneri non pagati vanno a gravare su tutti gli altri clienti regolarmente collegati.

La norma ha quindi lo scopo di far recuperare i minori costi derivanti dall’unico collegamento che falsa l’onere dei corrispettivi tariffari.
Nei casi in cui si configura la presenza di un cliente finale “nascosto”, la Delibera n.894/2017/R/EEL individua il 30 giugno 2018 (la Delibera 276/2017/r/eel prevedeva il 28 febbraio) come data ultima entro cui è possibile auto-dichiararsi versando il conguaglio ed evitando l’applicazione di sanzioni o penali.
In particolare, i clienti finali “nascosti” possono chiedere di essere identificati come clienti finali della rete pubblica chiedendo quindi una nuova connessione dedicata (un nuovo POD) oppure, qualora ne ricorrano i presupposti, possono chiedere l’identificazione di un SDC (Sistemi di Distribuzione Chiusi) o SSPC (sistemi semplici di produzione e consumo).

Sanzioni e controlli

  • ai clienti finali “nascosti” che si auto-dichiarano entro la data ultima del 30 giugno 2018 dovranno pagare il conguaglioa decorrere dall’1 gennaio 2014.
  • ai clienti finali “nascosti” che non si auto-dichiarano entro la data ultima si erogata una penale forfetaria che consiste nella maggiorazione del 30%, con effetti a decorrere dall’1 gennaio 2014.

Il conguaglio viene calcolato come la differenza tra le componenti tariffarie a copertura degli oneri generali del sistema che avrebbero dovuto versare se fossero stati correttamente identificati e le componenti tariffarie eventualmente versate, calcolate dal primo gennaio 2014 al momento della regolarizzazione.

Va aggiunto che una volta regolarizzata la fornitura il costo dell’energia consumata si incrementa per l’utente finale che dovrà sostenere anche i costi della attivazione e a volte della linea di collegamento tra il contatore e la sua unità immobiliare.

La delibera prevede infine il coinvolgimento dei gestori di rete nell’individuazione dei clienti finali “nascosti”. Il gestore infatti è tenuto a comunicare alla Cassa per i servizi energetici e ambientali la presenza, anche presunta, di clienti finali nascosti. Sono previsti anche controlli (documentali e in campo) da parte del GSE, per individuare irregolarità negli ASSPC (Altri Sistemi Semplici di Produzione e Consumo).

La regolarizzazione determina il vantaggio della cessazione della solidarietà nel caso di mancato pagamento dell’energia da parte dell’unico soggetto allacciato e che poi provvede al riparto.

 

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